Antonio Melita PH
Antonio Melita PH
ABOUT DAVIDE SANTACOLOMBA
ABOUT DAVIDE SANTACOLOMBA
BIOGRAfia
Davide nasce a Palermo nel 1987. A otto anni riceve una notizia che per molti sarebbe una condanna: è gravemente sordo. Ma lui non ci sta. Invece di chiudersi nel silenzio, sceglie il pianoforte. E inizia una sfida impossibile: diventare musicista, senza poter sentire come gli altri.
Sotto la guida di Giovanna De Gregorio si diploma con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo e si perfeziona con grandi nomi della musica come Anna Kravtchenko al conservatorio della svizzera italiana di Lugano.
Non appena approdato in Svizzera la sua storia e il suo talento non tarda a catturare l’attenzione di testate giornalistiche nazionali ed europee, portandolo a partecipare a numerosi programmi televisivi e radiofonici di rilievo, che gli hanno dedicato servizi sul suo percorso.
Infatti nel 2016 viene chiamato a Le Iene, dove la sua storia diventa virale, e nel 2017 conquista il podio a Tu Si Que Vales talent Show italiano, dove conquista il pubblico e la giuria con una performance che lascia tutti senza parole.
Subito dopo viene premiato come eccellenza siciliana nel mondo dal presidente della Regione Sicilia. Ma è solo l’inizio.
Il suo cammino continua nei teatri e nei festival più importanti del mondo: dalla National Philharmonic Hall e la Witold Lutoslawsky hall di Varsavia alla Baruch New York University e la Cathedral Saint John The Divine di Manhattan; passando per lo Yoyogi Olympic Center di Tokyo e l’Haus der Musik di Innsbruck; dal Festival Regio di Parma al Theater und Medien della Hochschule für Musik di Hannover, fino al Teatro Grande di Brescia, all’Auditorium J.Haydn di Bolzano e al Teatro Politeama di Palermo.
È il primo pianista sordo al mondo a esibirsi come solista con orchestra, collaborando con prestigiose compagini internazionali quali la Sinfonia Varsovia e la National Polish Radio Symphony Orchestra, sotto la direzione di maestri di fama mondiale come Michał Klauza e Jerzy Maksymiuk.
Partecipa due volte come speaker ai TEDx Talk di Padova e Palermo, si è esibito con Beppe Grillo in tour, e diventa simbolo di resilienza e talento.
Dal 2021 insegna nei Conservatori di musica italiani; nel 2024 vince il concorso nazionale ottenendo una cattedra a tempo indeterminato. Parallelamente tiene masterclass di pianoforte in tutta Europa.
Nel 2025, sta preparando il suo primo Album di musiche originali: Desiderio, 8 brani composti durante il lockdown dove Desiderare è il comune denominatore poiché ogni brano è in cerca di un altrove possibile.
L’album è stato eseguito al Dipartimento di Acustica di Apple Park nella Silicon Valley e all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, affascinando ingegneri e ricercatori per il modo in cui coniuga musica, sordità e tecnologia.
Produrre questo album è la prova che la fragilità può diventare forza, che una voce può nascere anche dal silenzio più profondo.
La musica, certo, è il centro di tutto. Ma una musica composta da chi non può sentirla nel modo convenzionale porta con sé una potenza simbolica che molti percepiscono come un atto di speranza.
Davide Santacolomba non è solo un pianista: è una vera leggenda vivente, un esempio di come la passione e la determinazione possano battere qualsiasi limite. E il pubblico, ovunque vada, lo adora.
Davide nasce a Palermo nel 1987. A otto anni riceve una notizia che per molti sarebbe una condanna: è gravemente sordo. Ma lui non ci sta. Invece di chiudersi nel silenzio, sceglie il pianoforte. E inizia una sfida impossibile: diventare musicista, senza poter sentire come gli altri.
Sotto la guida di Giovanna De Gregorio si diploma con il massimo dei voti e la lode al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo e si perfeziona con grandi nomi della musica come Anna Kravtchenko al conservatorio della svizzera italiana di Lugano.
Non appena approdato in Svizzera la sua storia e il suo talento non tarda a catturare l’attenzione di testate giornalistiche nazionali ed europee, portandolo a partecipare a numerosi programmi televisivi e radiofonici di rilievo, che gli hanno dedicato servizi sul suo percorso.
Infatti nel 2016 viene chiamato a Le Iene, dove la sua storia diventa virale, e nel 2017 conquista il podio a Tu Si Que Vales talent Show italiano, dove conquista il pubblico e la giuria con una performance che lascia tutti senza parole.
Subito dopo viene premiato come eccellenza siciliana nel mondo dal presidente della Regione Sicilia. Ma è solo l’inizio.
Il suo cammino continua nei teatri e nei festival più importanti del mondo: dalla National Philharmonic Hall e la Witold Lutoslawsky hall di Varsavia alla Baruch New York University e la Cathedral Saint John The Divine di Manhattan; passando per lo Yoyogi Olympic Center di Tokyo e l’Haus der Musik di Innsbruck; dal Festival Regio di Parma al Theater und Medien della Hochschule für Musik di Hannover, fino al Teatro Grande di Brescia, all’Auditorium J.Haydn di Bolzano e al Teatro Politeama di Palermo.
È il primo pianista sordo al mondo a esibirsi come solista con orchestra, collaborando con prestigiose compagini internazionali quali la Sinfonia Varsovia e la National Polish Radio Symphony Orchestra, sotto la direzione di maestri di fama mondiale come Michał Klauza e Jerzy Maksymiuk.
Partecipa due volte come speaker ai TEDx Talk di Padova e Palermo, si è esibito con Beppe Grillo in tour, e diventa simbolo di resilienza e talento.
Dal 2021 insegna nei Conservatori di musica italiani; nel 2024 vince il concorso nazionale ottenendo una cattedra a tempo indeterminato. Parallelamente tiene masterclass di pianoforte in tutta Europa.
Nel 2025, sta preparando il suo primo Album di musiche originali: Desiderio, 8 brani composti durante il lockdown dove Desiderare è il comune denominatore poiché ogni brano è in cerca di un altrove possibile.
L’album è stato eseguito al Dipartimento di Acustica di Apple Park nella Silicon Valley e all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, affascinando ingegneri e ricercatori per il modo in cui coniuga musica, sordità e tecnologia.
Produrre questo album è la prova che la fragilità può diventare forza, che una voce può nascere anche dal silenzio più profondo.
La musica, certo, è il centro di tutto. Ma una musica composta da chi non può sentirla nel modo convenzionale porta con sé una potenza simbolica che molti percepiscono come un atto di speranza.
Davide Santacolomba non è solo un pianista: è una vera leggenda vivente, un esempio di come la passione e la determinazione possano battere qualsiasi limite. E il pubblico, ovunque vada, lo adora.
Ambra Lavigra PH
Ambra Lavigra PH
Davide Santacolomba e la sua rara forza di volontà.
La prima volta che Davide Santacolomba ha sentito il tintinnio dei bicchieri di cristallo, per un brindisi, ne è rimasto insieme affascinato e stupito. Affascinato da quel suono che – lo aveva imparato sul campo- è simbolo di festa; stupito perché, semplicemente, non pensava che due bicchieri, sbattendo leggermente, producessero rumore. Prima che gli venisse applicato un impianto cocleare, nel 2013, Davide non sentiva i suoni del registro acuto, come il vento o il cinguettino degli uccelli. E, ovviamente, moltissime tonalità che fanno parte della grammatica della musica e della sua vita. Sì, perché questo giovane uomo di 31 anni e di natali palermitani, di professione fa il pianista e con la musica classica gira tutto il mondo. Sembra lontanissimo quel giorno in cui, a otto anni, la diagnosi fu impietosa: ipoacusia neurosensoriale bilaterale grave. Ad accorgersi delle grosse difficoltà che il bambino aveva nel sentire è stata la nonna, notando che, per vedere la tv, si posizionava molto vicino all’apparecchio. Da quel giorno è iniziato il calvario degli accertamenti, ma anche l’amore di questo bambino prodigio per la musica, e in particolare per uno strumento che non fa sconti in termini di studio e di fatica: il pianoforte. ‘’Dopo gli esami fatti a Palermo, mia madre cercò un ulteriore parere a Milano – racconta Davide – e anche lì la mia patologia venne confermata. Eravamo ospiti di un’amica di famiglia, che a casa aveva un pianoforte e, per distrarmi, mi suonò Fra’ Martino campanaro. Mia madre e la sua amica mi lasciarono un po’ solo, a pigiare tasti, ma io volevo disperatamente riprodurre quella melodia, anche se l’avevo sentita molto in parte. Finalmente chiamai mia madre e gliela suonai. Non so come, ma ci ero riuscito’’. Così è nato l’amore tra Davide e la musica: un amore corrisposto ma molto contrastato. Tanto che, dopo avere preso lezioni private e non avere pensato ad altra strada che non fosse il Conservatorio per la prosecuzione degli studi, il ragazzo incontra un insegnante che il problema glielo spiattella lì: ‘’Sei sordo, non puoi suonare’’. Punto. Senza tanti complimenti. Verrebbe subito da pensare a Beethoven e al suo straordinario ‘’orecchio assoluto’’ (la capacità cioè di riconoscere e riprodurre la frequenza di una nota senza un diapason o altri supporti, che gli permise di non abbandonare la musica, pur soffrendo terribilmente della propria sordità). ‘’Ma Beethoven aveva memoria di certi suoni, perché perse l’udito in un secondo momento – riflette Davide – io non li avevo mai sentiti, o almeno non li ricordavo. Non c’era nessuno, insomma, nella mia situazione, e la bocciatura all’esame di conferma al secondo avrebbe comportato la mia esclusione dal Conservatorio, la fine di ogni cosa ’’. Davide, allora studente e intimorito, ma anche caparbio, decide di fare l’esame lo stesso. Risultato: promosso. Ma nessun insegnante voleva prendersi cura di lui, di un pianista sordo. Accetta la sfida Giovanna De Gregorio, che lo segue fino al diploma (con il massimo dei voti). Però precisa a madre e figlio: da Davide non mi aspetto molto, ma ancora di più. Per il musicista cominciano anni di lavoro durissimo, nel corso dei quali lui e la sua maestra le tentano tutte, compreso un metodo fatto apposta per lui – lo definisce ‘’folle e tecnico’’ – che perfezionano continuamente. ‘’Per capire quale sia l’effetto sonoro, – racconta Davide – il tocco ed il colore delle note che non sento, studio nel registro grave tutto quello che deve essere suonato nel registro acuto. Poi, attraverso un processo di logica conseguenziale, partendo dal riferimento dei suoni bassi, si può essere grado di immaginare quale sia lo stesso effetto nel registro acuto’’. Quindi è l’immaginazione l’elemento peculiare della sua tecnica da studio, o meglio ancora ‘’l’orecchio della mente’’ – come lo definisce il musicista. Un altro elemento del quale Davide si serve è il feedback delle persone che lo ascoltano: i suoi insegnanti, i suoi colleghi, ma anche i suoi amici non musicisti ed il pubblico dei suoi concerti. ‘’Quando gli altri mi dicono che suono troppo forte, mi accorgo che i miei muscoli si irrigidiscono, quindi mi basta fare riferimento ad una sensazione muscolare per controllare il suono ’’ – ammette Davide. L’ultimo elemento è la valorizzazione dell’emozione e i sentimenti che il ragazzo versa sui tasti in ogni sua esecuzione: ‘’ Abbiamo sempre cercato, io e i miei insegnanti, di concentrarci soprattutto sulle intenzioni emozionali che la musica stessa suggerisce e sulla mia sensibilità musicale’’ – conclude il Maestro. L’intervento per l’impianto cocleare avviene quando Davide ha 26 anni, si trova all’ottavo anno di conservatorio e le sue condizioni peggiorano drasticamente: ‘’Non era più sostenibile questa qualità della vita. Così – racconta il pianista – mi sono sottoposto a sei ore di anestesia totale e ad un intervento molto delicato. Certo che ho avuto paura, ma dovevo andare avanti’’. Così avviene anche la scoperta di suoni prima di allora sconosciuti: i sussurri, il vento. Ma anche là occorre allenamento, per accumulare esperienze auditive e logopediche: ‘’Anche se oggi va molto meglio – ammette Davide – quando suono il pianoforte sento soltanto parte degli acuti, e comunque non sempre in maniera ben definita. Quando suono veloce – aggiunge- ho difficoltà a recepire ogni singola frequenza e infine adesso ho anche difficoltà a sentire il registro medio-grave a causa delle forti distorsioni che mi procurano le mie ‘’macchine acustiche’’. Ma va bene così’’. La fiaba di questo giovane musicista non finisce qua, ma si trasferisce a Lugano. Quando studia ancora a Palermo, vince le selezioni per partecipare alla masterclass della pianista di fama internazionale Anna Kravtchenko: è amore a prima vista anche per lei, che di Davide apprezza la sincerità nelle esecuzioni. Così, dopo gli studi nella sua città, il giovane palermitano non ha dubbi e bussa alla porta del Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano, dove insegna proprio la Kravtchenko. Alle selezioni per studiare con lei sono in cento da tutto il mondo, vince lui. L’esperienza Luganese si è conclusa nel 2019 con una specializzazione in pedagogia musicale ed in music performance. ‘’Per il futuro – dice il concertista- conto di insegnare e di continuare a fare concerti come ho sempre fatto, ma voglio tornare in Sicilia, un giorno fare base anche là, dove torno almeno una volta al mese. Di Palermo amo il convivere di bellezza e decadenza, l’unicità di persone dal cuore grande. E ovviamente famiglia e amici’’. Tra gli altri successi, Davide Santacolomba ha anche suonato in Polonia, nella terra natia di Chopin, proprio la Grande Polacca Brillante per pianoforte e orchestra. Con questo concerto, Davide ottiene un primato: primo musicista sordo con impianto cocleare nel mondo ad aver suonato con l’orchestra. ‘’Nella mia vita ho avuto tanti momenti di sconforto, conclude il musicista – e spesso mi sono trovato a voler abbandonare la musica, ma la mia famiglia, i miei insegnanti e il pubblico dei miei concerti mi hanno continuamente spronato a non smettere di crederci. Se sono arrivato dove sono, posso ben dire: non smettete mai di crederci ed inseguite i vostri sogni, poiché se volete davvero qualcosa e fate di tutto per raggiungerla, prima o poi la raggiungerete.’’
Magazine Il Gattopardo, Intervista di Alessia Franco. 2019
Magazine Il Gattopardo, Intervista di Alessia Franco. 2019
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